Diagnostica per immagini

Risonanza magnetica

La recente introduzione dei moderni sistemi di Risonanza Magnetica "aperta" ("open") ha permesso di superare le problematiche claustrofobiche collegate alle apparecchiature RM tradizionali.
Presso il centro FISIO è attiva una Risonanza aperta di ultima generazione, dedicata all'apparato muscolo-scheletrico, di tipo settoriale, in grado di eseguire indagini relative all'apparato osteoarticolare e della colonna vertebrale.

La Risonanza Magnetica (RM) è una tecnica diagnostica che non utilizza radiazioni ionizzanti o sostanze radioattive. La diagnostica mediante RM sfrutta l’impiego di intensi campi statici di induzione magnetica e onde elettromagnetiche a RF. In alcuni tipi di indagine possono anche essere somministrate al paziente, per via endovenosa, alcune sostanze con proprietà paramagnetiche come mezzo di contrasto. Ad eccezione di tali casi, la RM si configura come un esame diagnostico non invasivo.

L’esame RM, in base alle conoscenze attuali, non comporta effetti biologici rilevanti su pazienti privi di controindicazioni e viene svolto in accordo alle norme e agli standard di sicurezza. Sebbene non esistano evidenze in grado di provare una sensibilità dell’embrione ai campi statici di induzione magnetica e alle onde elettromagnetiche RF utilizzati per indagini diagnostiche mediante RM, è prudente non effettuare l’esame RM in pazienti di sesso femminile durante il primo trimestre di gravidanza.

Nel corso dell’esame RM è molto rara l’insorgenza di reazioni avverse. L’evenienza più probabile è rappresentata da una crisi di claustrofobia a carattere passeggero.

La durata media dell’esame RM è approssimativamente pari a 30 minuti, ma può variare in relazione a esigenze cliniche e al numero di distretti anatomici da esaminare.

Durante la fase di acquisizione dati dell’esame RM sono udibili dei rumori ritmici di intensità variabile provocati dal normale funzionamento dell’apparecchiatura RM. Le condizioni di ventilazione, illuminazione e temperatura sono tali da assicurare il massimo benessere, e ridurre possibili effetti claustrofobici. Durante la fase di esame è necessario rimanere tranquilli e mantenere il massimo grado di immobilità per non compromettere il risultato diagnostico dell’immagine. La respirazione regolare e la deglutizione della saliva non disturbano l’esame. In alcuni tipi di indagine può essere richiesto al paziente di collaborare mediante atti respiratori e brevi periodi di apnea al fine di migliorare la qualità diagnostica delle immagini.

Nella sala comando è sempre presente personale di servizio pronto ad intervenire in caso di qualsiasi necessità. Il paziente è sempre in contatto vocale e visivo con gli operatori, che eseguono un controllo costante durante tutta la fase di esame. In caso di insorgenza di disturbi, come sensazione di claustrofobia, calore, prurito, affanno, palpitazioni o svenimento, è opportuno che il paziente avverta quanto prima il Medico Responsabile dell’esecuzione dell’esame RM, utilizzando gli appositi dispositivi di segnalazione.

Per effettuare l’esame RM occorre rimuovere:

Eventuali lenti a contatto; apparecchi per l’udito; dentiera; corone temporanee mobili; cinta erniaria; fermagli per capelli; mollette; occhiali; gioielli; orologi; carte di credito o altre schede magnetiche; coltelli tascabili; ferma soldi; monete; chiavi; ganci; automatici; bottoni metallici; spille; vestiti con lampo; calze di nylon; indumenti in acrilico; pinzette metalliche; punti metallici; limette; forbici; altri eventuali oggetti metallici.

Prima di sottoporsi all’esame si prega di asportare cosmetici dal viso.

Si spogli, e successivamente indossi l’apposito camice monouso fornito dal personale di servizio.

Importante per le donne: nel caso la paziente sia portatrice di spirale, si consiglia di far controllare la posizione della stessa al proprio ginecologo dopo l’esecuzione dell’esame con Risonanza Magnetica


IMPORTANTE:

L’esame rm non puo’ essere effettuato a donne nel primo trimestre salvo diversa valut. medica

per i portatori di pace-maker, protesi metalliche cardiache, elettrostimolatori interni ed ogni altra endoprotesi elettronica l’esame verra’ effettuato secondo le procedure stabilite dal medico responsabile della sicurezza clinica appartenete alla struttura.

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